Il caso TIM-Vivendi pone in evidenza il delicato equilibrio tra le competenze dell’organo amministrativo e i diritti dei soci. La controversia, infatti, nasce dall’impugnazione da parte di Vivendi della delibera del Consiglio di Amministrazione di TIM del 5 novembre 2023, con la quale è stata approvata l’offerta di acquisizione della rete fissa (c.d. NetCo) da parte del fondo di investimento americano Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (KKR). Vivendi, in qualità di azionista con una partecipazione del 23,75% nel capitale di TIM, ha contestato tale decisione sostenendo che essa avrebbe inciso profondamente sull’oggetto sociale della società e comportato un’alterazione del profilo di rischio assunto dai soci investitori. La sentenza, tuttavia, ha confermato la validità della decisione del Consiglio di Amministrazione di TIM, rigettando le argomentazioni di Vivendi e riaffermando il principio della competenza gestoria esclusiva degli amministratori, sancito dall’art. 2380-bis cod. civ. Il Tribunale ha escluso che la vendita della rete fissa costituisse una modifica statutaria tale da necessitare il voto dell’Assemblea dei Soci, riconoscendo al Consiglio di Amministrazione la facoltà di adottare decisioni strategiche senza l’interferenza diretta dei soci.