Il mondo dello sport è in continua evoluzione, influenzato da vari fattori quali cambiamenti sociali, mercati sempre più competitivi, nuove esigenze degli addetti ai lavori e, soprattutto, la tecnologia. L’innovazione dal punto di vista tecnologico ha avuto un impatto significativo, andando a ripercuotersi di conseguenza su atleti, squadre e spettatori.
Una profonda evoluzione che va a toccare sia la pratica dello sport che la sua organizzazione, per un potente settore trainato da sponsorizzazioni, merchandising, diritti televisivi e da una crescente digitalizzazione.
Parte integrante proprio del processo di digitalizzazione sono i social media, che hanno rivoluzionato l’industria sportiva ad esempio a livello di comunicazione e marketing, influenzandola però al contempo anche negativamente.
I social vengono utilizzati in modo costante e accurato da parte di un qualsiasi ente sportivo al fine di facilitare l’informazione con stakeholder e tifosi, con questi ultimi che possono inoltre beneficiare di un’interazione diretta con i propri beniamini. Diverse piattaforme, poi, offrono una visibilità globale, motivo per cui si favorisce una certa promozione sia per gli atleti che per le squadre.
Tra i vantaggi, oltre all’aumento della visibilità e ad una connessione autentica col pubblico, è possibile citare anche la crescita del marketing e la mobilitazione sociale e politica: gli stessi atleti, infatti, possono promuovere sponsor e pubblicizzare brand, rendendo note le proprie opinioni su temi sociali e politici (vedi l’intervento di LeBron James sul Black Lives Matter).
I social media, però, possono anche portare a risvolti negativi, quali la diffusione di notizie false, il rischio di cyberbullismo e la pressione sugli atleti. Non è da escludere, infatti, che l’ampia visibilità possa ritorcersi contro di essi, che possono accusare lo stress e ritrovarsi al centro di critiche, oltre che bersagliati da minacce e insulti.
Inoltre, c’è da considerare la variabile fake news, dove voci infondate e speculazioni sulla vita privata dei giocatori possono creare falsi allarmismi e arrecare un danno d’immagine.
Nel mondo dello sport, dunque, i social media stanno a rappresentare un’arma a doppio taglio per svariate dinamiche, per questo l’obiettivo principale è quello di evitare il diffondersi di contenuti dannosi e di rischi legati alla privacy. L’educazione digitale e il supporto psicologico possono risultare essenziali per bilanciare benefici e rischi derivanti dai social, con la giusta chiave che può esser rappresentata da un utilizzo corretto, chiaro e responsabile.